Tutto quello che volevo dire sul dock leopardico e che non ho mai saputo articolare

C’è un articolo VENERABILE sul blog di uno dei ragazzi (più o meno) di Iconfactory, Craig Hockenberry, che dice tutto già dal titolo:

The HIG still matters, even with special effects

Oooh, bene :)
Craig si è seduto davanti al suo Mac con legittima copia di Leopanz installata e si è messo ad esaminare in lungo e in largo tutto quello che NON VA in quel dock assurdo che hanno infilato nel felino (per vie traverse).

Io Leopard non ce l’ho, non l’ho provato. Quindi non ho idea di cosa sia nell’effettivo ritrovarsi davanti, e USARE, quell’aborto di dock-mensoletta. Però già solo a vederlo capisci che qualcosa non va, è proprio una percezione, non una deduzione logica dovuta a ragionamento… no. Una sensazione fisica. L’occhio che guarda e restituisce un messaggio che dice: poco comfort.
Il blogger citato, con Leopanz davanti, ha avuto modo di capirci di più, e di poter quindi individuare con esattezza cosa è che produce questo brutto effetto di scomodità (e sgradevolezza) già solo ad occhio… E l’ha fatto come una sartina col metro alla mano. Prendendo le misure. E Apple che ne esce con le ossa rotte (tiè).

Innanzitutto, tutti i rapporti prospettici sono sbagliati. Gli angoli di inclinatura del dock non seguono la linea prospettica da Apple stessa indicata per il disegno delle icone. Ovvero, Apple indica che la scrivania del Mac è pensata come un piano con una certa inclinazione. Così:

…a destra c’è quella del dock leopardoso. Non coincidono, non occorre dire molto, è perfettamente visibile. Conseguenza di questo vergognoso STRAFALCIONE (dov’è la mia bacchetta…?), le icone delle applicazioni - concepite e realizzate seguendo le linee guida di Eppol - messe su quel dock non stanno in equilibrio! Sono regolate su una griglia immaginaria che è quella della scrivania come è sempre stata ed è anche in Leo, ma che il dock NON rispetta. Ma stamo ‘mbriachi, Eppol??? Ma ci devo prestare squadrette e compasso ai tuoi disainer?? Ma quanto c’avevano in educazione tecnica?

E questa è una delle cose più “fini” che Craig H. è andato a “misurare”.

Ma ci sono altre rozzezze che non necessitano di righello e metro.
I punti di luce.

L’ombra delle icone nel dock è generata come se provenisse da una fonte di luce che è collocata in alto nella nostra scrivania.
Nel dock le luci diventano una specie di palla discotecara. C’hanno mille fonti. Ok, tre. Il che produce un casino con le ombre e con quei cacchio di riflessi :)) Risultato: il disegnatore che fa l’icona e gli da il drop shadow seguendo le linee di Apple, si ritrova col suo lavoro completamente stravolto, del tutto fuori posto (per colpa di Eppol) nel dock leopardico.
Un’immagine vale più di mille parole bla bla bla:

In ordine:
Preview e Transmit perdono l’ombra nel riflesso (che è generato via codice dinamicamente, e sbagliatamente come si vede). Il cestino ha il riflesso SBAGLIATO. Posso capire la difficoltà di produrre codice complessissimo e complicatissimo e intricatissimo per dare istruzioni su come generare un’ombra e un riflesso, ma che addirittura il riflesso sia spostato… è da ubriachi :)

Io non ho certo un ADC, sennò ste cose gliele andavo a dire in faccia sottobraccio con Hockenberry, ehehe :))))

admin on 11 Jul 2007 h. 14:12 - Mac OS X - buzz:

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14 commenti »

  1. Chapeau

    Comment by Laz — July 11, 2007 @ 15:02

  2. Ebbé, un’analisi sicuramente molto tecnica. Io, da profano della grafica e dell’estetismo compiuteroso, comunque ce l’ho troppo sui gabbasisi sto schifo fatto da Apple in Leopard.
    Ovviamente, questo senza considerare la GUI mezza “Illuminous” e mezza ancora con i widget aquosi (vedi scrollbar, tasti e sfondi rigato nel pannello di controllo).

    Comment by Michelangelo — July 11, 2007 @ 15:50

  3. Questo si potrebbe spiegare con l’intenzione di apple di far apparire il dock prospetticamente meno “inclinato” rispetto al desktop, per farlo percepire come piano d’appoggio, uno scaffale per le icone.

    Anche se non ne sono molto sicuro.

    Io comunque devo ancora riprendermi dalla depressione in cui mi ha precipitato la presentazione del Leopardo… dove ho messo il prozac? :)

    Comment by alfred pennyworth — July 11, 2007 @ 16:02

  4. Disclaimer perché non voglio litigare con Apple: io Leopard non ce l’ho ma ce l’ha la cognata del fratello di mio cuggino e ci ho lavorato per caso perché ha dimenticato il MacBook Pro a casa mia una sera.
    Così siamo a posto con gli avvocati…

    Detto ciò, in linea di massima il Leopardo è un bravo felino, però confermo che il Dock è un dramma in quanto ai principi base dell’usabilità delle interfacce. E scusate se vado a dilungarmi qui di seguito.

    1. Non serve - Non aggiunge nulla come contenuto informativo a quello che ti dice già il dock del 10.4 e che è tutto quello che serve: “guarda che le applicazioni attive sono queste, poi ci sono queste altre che se vuoi puoi lanciare”. Fine.

    2. E’ tamarrissimo - Avete una lastra di simil-plexiglass sulla quale appoggiano lucette blu (quelle che hanno sostituito le freccette nere). Stile discoteca anni Settanta o autoradio coreana da cinquanta mila lire. Manco euri.

    3. E’ implementato male - Il riflesso è generato via codice del sistema operativo, ma è una maledizione che esiste anche quando non c’è il Dock. Lo si vede, tanto per essere diretti, anche nel pseudo-spazio di Spaces quando si spostano le finestre da un desktop virtuale a un altro. Lo so che senza farlo vedere si capisce poco, vi assicuro che fa pensare davvero male sulla programmazione di (almeno questa parte del) Leopardo.

    Non chiedo molto ad Apple: solo l’opzione di tornare al buon vecchio dock 2D.

    Comment by Fra — July 11, 2007 @ 16:19

  5. Grande Admin! =D

    Davvero una bella analisi. Comunque m’è parso di capire che il lavoro “estetico” su Leopanz ‘a da vernì in Agosto.. Resto con la speranza di vedere “Qualcosa!” di innovativo a livello grafico, senza scomodare il fantomico Illuminous, magari appiccicando meglio le mensole e dando una rinfrescata alla facciata ormai scrostata (6 anni…) del buon vecchio os 10.

    Hasta luego.

    Comment by Xander — July 11, 2007 @ 17:46

  6. Ottima analisi, mai prima d’ora mi sarei sognato di mettere mano all’interfaccia grafica e ora dovrò sperare in qualche programma che mi ridia il dock 2D.
    Io non voglio vedere “qualcosa” di nuovo, mi sta bene aqua uniformata in tutte le apps, leviamoci il brushed metal e fine. Le palle da discoteca le detesto.
    Continuo a sperare in una grafica approssimativa finchè ci sono le beta per i developers e in una ben fatta nel leopardo definitivo…ma chi vive sperando, muore ecc ecc.

    Comment by perkele — July 11, 2007 @ 18:46

  7. il problema del riflesso del dock è un problema concettuale IRRISOLVIBILE con il codice e l’esempio più classico è quello di transmit. La questione in poche parole è questa:
    l’angolo da cui è inquadrato il camion, e cioè leggermente dall’alto, prevederebbe, per una elementarissima regola di rappresentazione grafica, che nel riflesso fosse rappresentata la parte inferiore del camion (cioè dove si trova l’asse di trasmissione per intenderci). Siccome la suddetta parte non è disegnata, o in alcun modo visibile nell’icona, NON ESISTE AL MONDO SOFTWARE CHE LA POSSA DISEGNARE DINAMICAMENTE.
    Le uniche deroghe a questa logica sarebbero:
    a) richiedere la realizzazione delle icone con un software di CG tridimensionale in modo che il dock tramite core image possa generare nel riflesso una parte dell’oggetto che non è visibile dal punto di vista dell’osservatore.
    b) cambiare l’intera logica costruttiva dell’icona includendo in una qualche parte del suo codice oltre alle imaschere della trasparenza, anche un riflesso costruito ad Hoc da chi ha disegnato l’icona secondo delle nuove specifiche di Apple (che comunque non le usa a giudicare dal cestino).

    In conclusione non si spiega come mai S.J. ci abbia tenuto a lodare questa scelta che non sembra seguire in alcun modo le logiche di essenzialità e pulizia che sono state sino ad ora il cavallo di battaglia di Apple.

    Detto ciò voglio comunque ribadire che io ritengo comunque che le novità (non grafiche) del dock sono molto utili e comode (e mi riferisco alle icone ragguppabili ed espandibili dinamicamente) nonostante questo enorme scivolone grafico.

    P.S.
    Le palluccelle luminose fanno c@G@xe anche me, ma lì è una questione di gusto personale e non di errore PALESE nelle logiche della comune percezione visiva.

    Comment by doc_k — July 11, 2007 @ 21:33

  8. io le icone continuerò a farle come ho sempre fatto, col cacchio che mi metto ad imparare la CG per disegnare un’ipotetica parte sottostante ;)

    Ah, spero nella release finale di MacOsX: se ricordate bene, features come l’orologio gigante (che ora è in Vista ;P) e i docklets sono stati eliminati da Apple a furor di popolo…
    …anche se oggi sono ritornati con una versione più scenografica ed efficace :D

    Comment by MacAnatomist — July 11, 2007 @ 22:45

  9. Secondo me “se ne sono fottuti” e basta. Avranno pensato che tanto nessuno se ne sarebbe accorto, anzi magari pensano che la gente dica “mo mi compro il mac che ci ha pure il riflesso sotto le icone”. Tra l’altro lo stesso rinnovato sito US della Apple è pieno di queste grezzate col riflesso messo a tutti i costi anche dove non si poteva mettere senza ridisegnarlo. D’altronde come ho spiegato nel post precedente allo stato attuale delle cose il riflesso o lo implementano in questa maniera (permettendo di mantenere anche le icone esistenti) o non lo fanno proprio (cosa che preferirei anche perchè a me che sprechino tempo a pensare come far fare al dock il rendering magari pure tridimensionale delle icone mi sembra veramente troppo “different” e soprattutto useless). Potevano rendersi conto che realizzare sul dock un riflesso credibile era una cosa impossibile (o quantomeno improponibile) e lasciarvici riflettere semmai solo le altre finestre che non avrebbero avuto questi problemi. La cosa che lascia molto perplessi è che se uno vuole mettercelo corretto il riflesso disegnandolo nell’icona, poi l’icona la vai a mettere sul dock e lui ne inventa uno suo comunque rovinando definitivamente il tutto. Questo almeno si evince dalla tristissima sorte dell’icona di Transmit dove il grafico l’ombra ce l’aveva messa giusta e il dock ha deciso di aggiungere cose a caso per renderlo più omogeneo al suo “campo di distorsione della realtà”.

    Sta storia delle specifiche riportata da Craig Hockenberry è veramente assurda. Spero per i grafici che a Cupertino non facciano una delle loro cose arroganti rilasciando all’ultimo momento delle nuove guidelines e costringendo tutti a rifare le icone per non vederle deturpate.

    Vedremo di digerire pure sto dock magari un pò eccessivo purchè non vada a discapito dell’efficienza e stabilità generale del sistema operativo. Almeno finche sotto ci sarà un sistema operativo degno di tale nome.

    Comment by doc_k — July 12, 2007 @ 2:29

  10. allora… anch’io ho lavorato sul mac della cognata del fratello del cugino di Fra… ma scusate le linee prospettiche non dovrebbero cambiare di inclinazione allontanandosi dal centro? per cui l’essere più inclinato degli spigoli della dock potrebbe anche rendere un buon effetto di prospettiva…
    cmq. togliamoci dalla testa di essere all’avanguardia, da tempo la sun ha pronta una dock realmente 3d per il suo sistema realmente 3d, che peraltro anche se instabile si può facilmente installare su linux… e quella pacchianata di X-windows Beril è cmq tecnicamente anni luce avanti a osx.
    tra poco la mela sarà buona solo grattata e con lo zucchero, in compenso diventerà un ottima marca di cell. :) eh eh

    Comment by bernard — July 12, 2007 @ 12:55

  11. e’ gia’ un ottima marca di cell

    Comment by Daniel — July 12, 2007 @ 13:46

  12. Però io davanti tutto il giorno ci ho Mac OS X, mica aiFone.
    E poi, scusatemi… io… rivoglio…
    La barra dei menu con gli spigoli stondati !!
    E che diamine…

    :(

    Comment by Fra — July 12, 2007 @ 15:06

  13. volevo rispondere ieri sera ma non ho avuto modo…
    allora.

    doc_k, concordo su tutta la linea, ti ho letto e facevo la ola ;)

    anatomista, proprio a fagiolo capiti ;) ma roba da ingegneri ste icone a misura di leodock :)) io se fossi n’iconista c’avrei proprio il dente avvelenato con eppol… la questione che sollevi tu la solleva anche hockenberry, inutile dire che eppol s’è andata a infilare in una situazione veramente fangosa, non ho idea di come ne usciranno, lasciano il dock tamarro e nessuna icona ci andrà bene? ma robba da redmond…
    disegnare una bella icona non è cosa da 10 minuti, farla per questo dock diventa un’opera veramente ingrata…
    tra un po’ le faranno con blender le icone :)))

    bernard, beril è affascinante, fa cose che in misura molto più pacata già si vedono da tempo in OSX, le finestre SWOOSH, gli effetti POOF… con moderazione danno un tocco di carineria all’uso del computer, sono simpatici… ma implementati come su linux… mmh, il triofno del barocchismo più vuoto :) voglio dire, avanguardia non è fare i cubi rotanti, ma fare interfacce ergonomiche, e beril - IMHO - non lo fa :)

    Comment by Admin (='-'=) — July 13, 2007 @ 19:34

  14. Io USO (ANCHE IN QUESTO MOMENTO) l’ultima release di Leopard e nel mio dock non c’è nulla di cui è stato citato sopra. Le ombre ok, la prospettiva è diversa e riflessi ok, compreso quello del cestino!!!

    Comment by Diego — July 15, 2007 @ 9:56

Buuuzzz..

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