iPod OSX-based, ad agosto…
…se, magara.
Lo dicono i tipi sempre informatissimi di Mac Rumors, se so’ frottole sono però frottole rosa (iPod, mon amour) :)
E considerando che le news e i rumors sugli iPod sono diventate merce rara…
…se, magara.
Lo dicono i tipi sempre informatissimi di Mac Rumors, se so’ frottole sono però frottole rosa (iPod, mon amour) :)
E considerando che le news e i rumors sugli iPod sono diventate merce rara…
C’è un articolo VENERABILE sul blog di uno dei ragazzi (più o meno) di Iconfactory, Craig Hockenberry, che dice tutto già dal titolo:
The HIG still matters, even with special effects
Oooh, bene :)
Craig si è seduto davanti al suo Mac con legittima copia di Leopanz installata e si è messo ad esaminare in lungo e in largo tutto quello che NON VA in quel dock assurdo che hanno infilato nel felino (per vie traverse).
Io Leopard non ce l’ho, non l’ho provato. Quindi non ho idea di cosa sia nell’effettivo ritrovarsi davanti, e USARE, quell’aborto di dock-mensoletta. Però già solo a vederlo capisci che qualcosa non va, è proprio una percezione, non una deduzione logica dovuta a ragionamento… no. Una sensazione fisica. L’occhio che guarda e restituisce un messaggio che dice: poco comfort.
Il blogger citato, con Leopanz davanti, ha avuto modo di capirci di più, e di poter quindi individuare con esattezza cosa è che produce questo brutto effetto di scomodità (e sgradevolezza) già solo ad occhio… E l’ha fatto come una sartina col metro alla mano. Prendendo le misure. E Apple che ne esce con le ossa rotte (tiè).
Innanzitutto, tutti i rapporti prospettici sono sbagliati. Gli angoli di inclinatura del dock non seguono la linea prospettica da Apple stessa indicata per il disegno delle icone. Ovvero, Apple indica che la scrivania del Mac è pensata come un piano con una certa inclinazione. Così:

…a destra c’è quella del dock leopardoso. Non coincidono, non occorre dire molto, è perfettamente visibile. Conseguenza di questo vergognoso STRAFALCIONE (dov’è la mia bacchetta…?), le icone delle applicazioni - concepite e realizzate seguendo le linee guida di Eppol - messe su quel dock non stanno in equilibrio! Sono regolate su una griglia immaginaria che è quella della scrivania come è sempre stata ed è anche in Leo, ma che il dock NON rispetta. Ma stamo ‘mbriachi, Eppol??? Ma ci devo prestare squadrette e compasso ai tuoi disainer?? Ma quanto c’avevano in educazione tecnica?
E questa è una delle cose più “fini” che Craig H. è andato a “misurare”.
Ma ci sono altre rozzezze che non necessitano di righello e metro.
I punti di luce.
L’ombra delle icone nel dock è generata come se provenisse da una fonte di luce che è collocata in alto nella nostra scrivania.
Nel dock le luci diventano una specie di palla discotecara. C’hanno mille fonti. Ok, tre. Il che produce un casino con le ombre e con quei cacchio di riflessi :)) Risultato: il disegnatore che fa l’icona e gli da il drop shadow seguendo le linee di Apple, si ritrova col suo lavoro completamente stravolto, del tutto fuori posto (per colpa di Eppol) nel dock leopardico.
Un’immagine vale più di mille parole bla bla bla:

In ordine:
Preview e Transmit perdono l’ombra nel riflesso (che è generato via codice dinamicamente, e sbagliatamente come si vede). Il cestino ha il riflesso SBAGLIATO. Posso capire la difficoltà di produrre codice complessissimo e complicatissimo e intricatissimo per dare istruzioni su come generare un’ombra e un riflesso, ma che addirittura il riflesso sia spostato… è da ubriachi :)
Io non ho certo un ADC, sennò ste cose gliele andavo a dire in faccia sottobraccio con Hockenberry, ehehe :))))