May 31, 2007

Vienna UI Mod

Filed under: Apps - posted @ 2:51 pm

Vienna è un ottimo newsreader, prende molto da NetNewsWire, è free, è open… ma. E’ un po’ rozzo, soprattutto nella GUI. Peccato :)
Però i ragazzi di MacThemes ti vengono in soccorso! ;) E così uno dei vari Superman delle GUI ha messo a disposizione un pacchetto per modificare l’interfaccia un po’ grezza di Vienna con qualcosa di più gradevole. Trovate tutto in questo thread di MacThemes, e il risultato che otterrete è questo:

…contro:

…che è la GUI “ufficiale” :)

Intanto, NetNewsWire ha sempre una versione Lite con meno frizzi e lazzi ma sempre di tutto rispetto e altrettanto gratuita ;)

May 30, 2007

Uomini e donne e uèb

Filed under: Clamorosi Off Topics! - posted @ 11:04 pm

Probabilmente me ne pentirò, soprattutto del titolo alla Maria De Filippi. Probabilmente il discorso non mi riguardava.
Sicuramente l’argomento è in sè off topic. Però si da il caso che, evento che desta evidentemente ancora scalpore nelle varie blogopalle, chi scrive qui dentro è femmina e la risposta le è scattata in automatico.
Alè.

Leggo un post di Koolinus che già dal titolo di puzza, ma poi a leggerlo è diventato nauseante!! :)))))))
Rispondo.
Tema.
Svolgimento.

Gli uomini che cercano di capire l’universo femminile™ arrovellandosi fino a che le meningi gli iniziano a fumare peggio di Disco.app mi fanno sempre tenerezza. Sì, perchè già lo sforzo di applicarsi merita gratitudine. Soprattutto perchè a tanto impegno non corrisponderà mai un risultato, ma loro non si arrendono e ci provano, ci provano a capire ste donne. Ci sono uomini molto teneri. Mica tutti bestie :) Anche se però sono convinti sempre di avere capito, di avere trovato la risposta, ma come diceva il profeta di Quèlo (che fateci caso assomigliava parecchio a un iPod): la risposta è quella sballiata. Ma forse sono proprio le domande che si pongono ad essere sbagliate, e si angosciano nella ricerca di risposte o soluzioni a questioni che semplicemente non accettano nel loro essere. La differenza. C’è la rincorsa all’omologazione, alla parità, quando quello che bisognerebbe accettare e valorizzare è la differenza. E’ la differenza della natura intima degli elementi a permettere alla materia di tenersi insieme. E’ fisica, non è ideologia o sentimento. Il cervello di un uomo e il cervello di una donna sono formattati in file system differenti, quindi inutile affannarsi a volerci trovare compatibilità e sync impossibili. Se l’omino fosse un Mac non ci sarebbero problemi, ma invece l’omino, o anzi l’Homo Web 2.0 che di quello stiamo parlando e in quello stiamo imbastendo il discorso, ha un suo file system autistico. Mica come la femmina… L’omo è Win, la femmina è Mac, puro, legge e scrive in tutti i formati per semplice necessità di sopravvivenza. E’ meglio del pc, è più evoluto, proprio nello stesso rapporto in cui una donna è più evoluta di un uomo, però ha meno spazio, subisce il gioco sleale di chi ha più forza (e il discorso non riguarda solo el donne, riguarda i soggetti più deboli in generale, laddove diventa debolezza invece del sesso l’estrazione sociale, o la razza, o gli orientamenti sessuali). Se quindi fa pure la schizzinosa… praticamente si suicida. La donna è allenata a riconoscere, accettare, rispettare e CAPIRE la diversità. L’omino se la riconosce non la rispetta, se l’accetta non la capisce. Ma io non ce l’ho troppo con loro (cioè, coi primi sì, la mancanza di rispetto merita tutto il mio disprezzo), perchè è proprio questione che non ci arrivano… Ma che non ci arrivano dove? Bah, la questione io non l’ho seguita e apprendo della cosa solo attraverso il post di Koolinus, che un po’ provoca. Mi perdo un sacco di cose del dibattito blogologico italiano, ma non seguo tanto, solo robine mirate e specifiche. La questione riguarda la scarsa partecipazione delle donne alle iniziative dei bloggers e il basso profilo che tendono a tenere nella blogopalla. Io non capisco davvero di cosa non vi tornino i conti… Per voi il blog è un palcoscenico (per farsi notare dall’editore o da chi altri…), per noi magari è il retrobottega o l’orticello dove coltivare le pianticelle che ci piacciono. E non capisco nemmeno perchè queste vaghe domande le rivolgiate vagamente a un’ideale interlocutrice donna. Ma perchè non la fate a voi stessi la domanda? Perchè non vi sfiora il pensiero che le cose che interessano a voi e il modo in cui agite voi a una donna possa non interessare o non piacere?? Non è drammatico. Perchè vi stupite che una donna si comporti in maniera diversa da voi?? Ma voi e una donna qualsiasi di vostra conoscenza fate la stessa vita? Avete gli stessi impegni?? Avete gli stessi interessi, le stesse priorità?? Si stupisce nessuno se la domenica in mezzo alla bolgia di omini sudati e sbraitanti e puzzanti di birra non ci siano donne?? Non vi pare abbastanza normale, visto che lo stadio è da voi considerato territorio di vostro possedimento?? E che credete che possa risolvere il (falso) problema? Mandare le donne a fare il campionato di pallone femminile?? Ma che palla scusate… Per favore, il calcio femminile?! E un FemCamp (ma chi l’ha trovato il nome, un uooomooo??) è la stessa cosa. E’ una partita a calcio femminile. Noiosa abbestia, non mi stupisco se un omino lo dice, non lo ritengo stronzo se lo dice! Mi stupisce il fatto che voi non capiate che se le donne vogliono incontrarsi difficilmente lo fanno per mettersi a giocare a pallone, semmai tirano fuori ago e filo! Per voi una donna è normale solo se gioca a pallone, cioè se ha interessi e comportamenti come gli uomini?? O la rende migliore il voler giocare a pallone? A ciascuno il suo, parliamo per luoghi comuni così ci arrivate più facilmente :))) E come trovo ridicolo che una donna vada a esibirsi in calzoncini tirando calci a una palla, così trovo patetico che un uomo si metta a fare dell’uncinetto. Se poi è fatto perchè la cosa costituisce un divertimento allora benvenga, chiaro, ma di divertimenti ognuno ha i suoi e nessuno rompesse le palle o le ovaie se l’altro/a di diverte in modi e attività differenti dai suoi. Poi l’altra cosa che l’omino non capisce è tutto st’atteggiamento di diffidenza delle povera pecorella femminuccia che fa tanto la schiva per paura del lupo cattivo, manco fosse sicura che il lupo se la filasse poi… Per piacere. Stesso discorso di prima: non chiedetevi perchè la poverella faccia tanto la pudica, che non scriva in calce alle mail nome cognome indirizzo di lavoro, indirizzo di casa, recapito 1 e 2 (ma che aspettate che vi chiami Pippo Baudo per Fantastico Blog??)… Chiedetevi piuttosto se non sia l’omino che al minimo odore di figa (ma che dico! basta che se la arrivi a immaginare!) sente l’impulso irreferenabile a dover sapere tutto della proprietaria di suddetta figa: chi è, come si chiama, dove vive, cosa fa, è sposata, divorziata, ha figli, ha le tette grandi, ha le tette piccole, sarà bbona, sarà racchia. Vi chiedete mai se, nel momento di congiunzione astrale molto propizia in cui finiate a parlare con una donna che bazzica in questi vostri possedimenti digitali… che dicevo?… ah sì, vi chiedete mai se la donzella si chieda quanto avete di circonferenza palle e di lunghezza pene? Se ve lo chiedete vi rispondo io: non se ne frega. Per il semplice fatto che non se lo chiede di persone su cui non ha messo gli occhi addosso. Mentre invece voi sempre e irrimediabilmente finite a buttarci nel calderone del discorso l’argomento cruciale taglia di seno, imbellettandolo con toni scherzosi, ma la realtà è che c’avete il chiodo fisso. E’ bene, è male… Dipende, ovvio! Ma nell’80% dei casi è male. Tutta questa attenzione spasmodica che avete, e manco v’accorgete di come venga fuori, vi assicuro che può arrivare a dare fastidio (e guai a farvelo notare, ci date giù di brutto). Il fatto che siate ossessionati da quanto una calzi di scarpe. E poi, non sarà certo il vostro caso, ma magari di quel vostro collega di lavoro con cui andate al bar, però SI’ che l’omino esca dal seminato non è caso raro. Poi, se glielo dovessi dire che sta andando a intrufolarsi dove non gli è consentito, si sdegnerà e cadrà dalle nuvole, ti dirà che ti sei sognata che lui ti facesse avances, ah come ti piacerebbe che lui ci provasse! Ovviamente il blogger maschio è figo e fa una cosa figa a tenere un blog, la blogger femmina invece è sfigata (o s-cazzata, meglio) e lo fa per compensare mancanza di attività sessuale. Ah beh, direi che se l’alternativa sessuale sono loro, meglio il blog, anche quello di Grazia :) Il problema è che non dovrebbe interessare. E’ tanto complicato, mannaggia? :)

May 29, 2007

Una cosa, non Apple, fatta bene

Filed under: Around the apple - posted @ 10:46 pm

Quando dico che i laptoppozzi pc fanno schifo tutti, chi più e chi meno, non parlo per partito preso :)

Questo di Intel, disegnato da Ziba Design e destinato a entrare in commercio a fine anno, dimostra che se ti impegni e VUOI i risultati arrivano, e che la pochezza del design dei picciozzi portatili è dovuta a mera pigrizia mentale di chi li disegna (se poi si applicano pure per sfornare quegli orrori mi faccio suora, addio).


Tastiera a filo… fantastica… Bello anche l’abbinamento cromatico, magari si illumina pure :)


La fodera si attacca magneticamente! I gancetti sono inseriti nel case.

0.46 inches di spessore da chiuso. Non ero brava nelle equivalenze, diciamo solo che è parecchio sottile, il più sottile.

Per chi volesse approfondire, Business Week.

Ah, Intel quando ha chiamato la gente di Ziba ha detto che voleva l’equivalente picciotto del Motosola Razr. Direi che, considerando il SO che monta questo scicchissimo laptoppino, hanno azzeccato l’obiettivo in pieno :)

Sciaffol

Filed under: General, iPod - posted @ 10:01 pm

Mi hanno regalato uno Shufflé, grigio e col pay off sovraimpresso della ditta che me lo ha omaggiato. Già così partivamo col piede sbagliato :) Se me lo avessero dato arancione o verde non mi avrebbe fatto tanto schifo :)
No… a me gli sciaffol non sono mai piaciuti, quello di prima poi era proprio l’iPod degli sfigati :)))) Però questo di 2a gen. almeno è caruccetto, clip on, mollettina… Ecco, credo lo userò per appendere indumenti leggieri…

Perchè come suono, ddio-mmio, è veramente una cosa pietosa. L’ho usato oggi, e in condizioni critiche, laddove la musica mi serve tipo anabolizzante, e il cosettino ha miseramente fallito!! Sono rimasta senza anabolizzanti. Un suono di un piattume e di una sporcizia che non setivo dai tempi del mio walkman Aiwa + cassettina copiata e straconsumata, 15 anni fà. Me lo dovevo aspettare che, poveretto, senza EQ non poteva fare granchè… Se poi aggiungiamo che qualitativamente è dichiaratamente inferiore. Insomma non l’ho mai voluto comprare e bene ho fatto :)
Va bene la comodità, che non da impiccio etc, ma il mio nanetto portato col mio infallibile sistema™(*) è altrettanto discreto.

bandana avvolta al polso e iPod sistemato sotto la bandana, easy and steady

Jaiku/Juhu vs. Twitter/Twitterrific

Filed under: General, Apps - posted @ 12:12 pm

Mi accorgo solo ora che un twitterello mandato in onda ieri così, una delle solite cavolate che si postano su Twitter, è stato raccolto e trasformato in iniziativa di protesta vera, Twitter Silence Day! :D Non era una proposta, era un pesiero nel vuoto! :D In quanti aderiscono, 4, 5? :’)) In ogni caso, per scrupolo, aderisco pure io e oggi non twitto :)

Anzi, incito proprio a mettergli le corna…
Sicuro che i più attenti ai trend del Web 2.0 già lo conoscono… E’ un servizio alternativo a Twitter, si chiama Jaiku, ha più funzioni, è meglio sviluppato, più flessibile e soprattutto sta impiedi senza cadere ogni 2x3 come fa invece Twitter. L’unica cosa che paga è la mancanza di tempismo, è arrivato sulla scena dopo Twitter andando a intrufolarsi in uno spazio già occupato, da un concorrente meno buono ma che ha avuto l’idea prima :)

Il tutto per dire che?
Che esiste un client Jaiku per Mac molto ben sviluppato, concorrente diretto del più trendy di tutti i client, Twitterrific (senza client non userei questi servizi). Altrettanto stiloso, più completo (sfrutta la possibilità di rispondere in commento a un messaggio di un altro utente, per dire, e la visualizzazione che si tratta di una risposta è chiara). Si chiama Juhu (bella trovata…), è sviluppato da un ragazzo che non ha dietro nessuno (non è Iconfactory insomma), e l’unico difetto che posso trovarci è che non è fumé come Twitterrific :)

Per il resto, molto simili in verità. Però Juhu è meglio, più funzioni, più fruibile.

In Jaiku poi ci sono anche le icone…
Ehehe :)

May 28, 2007

Corel Painter X

Filed under: Apps - posted @ 3:06 pm

E’ uscito Painter X, uno dei software più belli da usare in assoluto, che sappiate o non sappiate disegnate, che siate illustratori o scarabocchiatori…
Ne va pazza anche mia figlia di quattro anni.
L’ho dovuto scaricare e provare in pausa pranzo.
E’ stupendo. Il problema delle versioni precedenti è che si impastavano un po’ pennelli, finivano a scattare e non era bello :) Problema risolto, adesso è tutto fluidissimo e velocissimo, praticamente si vola :)

Il sito: Illustrazione e grafica - Corel Painter X - Corel Corporation

Che potevo non omaggiare il gentile pubblico dei miei scarabocchi pre-prandiali?
:o)

374 euri, 192 per l’aggiornamento :)
Le alternative esistono, e sono pure ottime, ma con Painter non c’è storia. E’ amore.

May 27, 2007

Trapano, aspiratore e XDent

Filed under: Apps - posted @ 10:59 pm

Eh lo so, questo è un blog un po’ frivolo e al massimo si discerne di auricolari per iPod… Tutt’al più dei tic nervosi che aveva Illustrator CS2 su Intel.
Beh, si parla di quel che si conosce e si usa in prima persona…
Poi dici… l’utenza Mac, tutti grafici… e possesori di iPod, eeeh :)
In realtà no. C’è chi fa l’avvocato (una mia amica ha tentennato per anni a passare tutto su Mac perchè non le andavano i cd-rom dei codici :’))… Chi il notaio, chi il commercialista, chi il medico.

Tipo il dentista :)

Sono settori dove lo sviluppo software è affidato a veramente pochissimi nomi, noi magari si ragiona sempre in termini di giganti, ma ci sono anche i lillipuziani e senza di loro in molti settori non si va avanti :)
E c’è una piccola company di Ragusa (la cosa ci fa ancora più piacere), la Tekne di Riccardo Linzitto, che produce “piccoli” software mirati ad usi specialistici in quesi settori dove poche software house si avventurano :) E così abbiamo MacNot per i notai, €1 per la gestione aziendale e, appunto, XDent per la gestione di uno studio dentistico (dagli appuntamenti alla diagnostica). E’ l’ultimo nato e lo segnalamo più che volentieri.

Speriamo che in ascolto ci siano professionisti interessati al software, e vi rimandiamo al sito dove potete trovate tutte le informazioni e anche scaricare una demo per valutare direttamente il prodotto :)

Ora, io e il mio dentista abbiamo uno strano rapporto (6 mesi per una devitalizzazione, s’era invaghito??? :P), e in studio dove vado io ci vedo un laptoppozzo Acer (XDent gira anche su Win, va detto). Però, senza dover aspettare la prossima carie, gli farò presente che ci sono soluzioni mille volte meglio delle sue, che vanno su Mac, che è mille volte meglio del suo Acerospo, e che se vuole rimettermi le mani in bocca deve almeno starmi a sentir parlare di quanto è meglio un Mac… Voglio dire, anche solo per l’immagine… è tutto così bianco in quei luoghi ;)

Latest coolness

Filed under: General - posted @ 6:07 pm

E insomma sì, oggi se vuoi essere qualcuno nel variegato mondo dei blog che trattano di questioni cupertiniane devi avere almeno un accesso così

Mozilla/5.0 (iPhone; U; CPU like Mac OS X; en) AppleWebKit/420+ (KHTML, like Gecko) Version/3.0 Mobile/1A538a Safari/419.3

…che è o sarebbe lo user agent dell’iPhonzie.

Ce l’hai?
No?
E allora non sei nessuno.

Ovviamente Mac Rumors cellà. Di più, è un accesso dall’IP interno di Apple.

Vado a taroccare lo user agent di Omniuèb, così tanto per dare un brivido ;)

Duracell!

Filed under: General - posted @ 5:19 pm

Meglio del coniglietto della Duracell il mio MacBook ;)

May 24, 2007

Security Update

Filed under: Mac OS X - posted @ 10:19 pm

L’ennesima punturina al tigrone in attesa che lo sopprimano definitivamente…

30 mb di anticorpi per:

    bind
    CarbonCore
    CoreGraphics
    crontabs
    fetchmail
    file
    iChat
    mDNSResponder
    PPP
    ruby
    screen
    texinfo
    VPN

Io mi so’ annoiata di ste vaccinazioni periodiche…
Non gliela faccio, morirà prima?

TUAW

May 20, 2007

d-JAYS

Filed under: General, iPod Accessories - posted @ 5:27 pm

Un paio di auricolari strane
Prima di tutto un po’ di storia. Jens Nylander è un ragazzone svedese col pallino della musica digitale. Tempo fà decise di convertire il pallino in business, ma gli andò male e fu bancarotta. Il giovane Jens non si perse d’animo, anzi con più entusiasmo di prima decise di riprovarci con un progetto persino più ambizioso. Realizzare delle auricolari studiate e tarate ad hoc per spremere tutto il meglio dai nostri lettori digitali, andando a intaccare il mercato in quella fascia dove si posizionano le entry level dei grossi nomi, Etymotic, Shure, Ultimate Ears. Insomma, mancavano auricolari? Eh no… Ma Jens credeva nel suo progetto. Da solo non poteva ovviamente materializzare niente :) Allora radunò attorno a sè un team di designer e ingegneri e tutti insieme progettarono gli auricolari di cui il sign. Nylander aveva vaga idea (progettualmente, commercialmente sapeva benissimo come voleva muoversi). E così mise su una nuova compagnia e la chiamò JAYS. I designer - e quelli svedesi si sa che sono bravini - si ispirarono ai boccioli (sìsì) e crearono la forma in cui contenere il lavoro dei colleghi ingi. Ma questi ultimi? A chi o cosa dovevano far riferimento per ispirarsi e orientarsi verso quali caratteristiche improntare il suono di questi cosini? E allora Jens iniziò a sentire la gente, cosa volevano, cosa gli piaceva, che suono cercavano… Sì, proprio così. Iniziò a frequentare i forum in rete e a sentire la gente :) Capitò (non a caso) su Head-fi, il forum per eccellenza dei malati di audiofilia (io a volte mi sento scema a riguardo, ma se passo lì mi sento improvvisamente sana di mente :)). In quel forum c’è un altro ragazzone che si chiama Garret :) Non si occupa di audio come business, ma come mera passione. E’ folle. E’ capace di dirti la frequenza e i decibel di un suono ad orecchio. Di descriverti una scena sonora e di fartela immaginare, e non è facile. La posizione degli strumenti, l’altezza dei suoni… è pazzesco :) E insomma, per farla breve, quest’altro ragazzone è diventato consulente di Jens e adesso collabora attivamente allo sviluppo dei nuovi progetti della compagnia, è citato nel sito come test pilot :) Lui è capace di dirti dove il suono va corretto e come, poi gli ingi sentono Jens, insieme ponderano i costi e quindi eseguono :) Al momento Jays ha due modelli di riferimento, i j-JAYS di fascia media tipo MDR-EX 71 della Sony, e i d-JAYS di fascia più alta, tipo Shure i2c o i3c (come costo è nel mezzo, come qualità più verso il secondo).

E questi sono i retroscena.
E quali misteriose vie hanno condotto chi scrive verso l’acquisto di queste cuffiette intraurali made in Sweden?
Beh, fondamentalmente la recensione su iLounge, voto A-. Da lì mi sono incuriosita e ho cercato recensioni online… Scoprendo inizialmente che il suono, così come lo descrivevano, non era del tipo che a me piace, non da bass-head ma nemmeno mi piace analitico e clinico in stile Etymotic. Insomma, io credo proprio di essere tipa da Shure E500, ma costano 500 dollari :))) Nella recensione di iLounge delle d-JAYS le Shure ipermegastrafighe sono citate :)
Alla fine comunque, soprattutto perchè l’ultimo acquisto (Sennheiser CX300) per quanto riuscito non m’aveva esaltata più di tanto, decisi di provare l’ennesimo paio di auricolari, dopo varie Sony (tutte buone), delle Sharp (pessime), delle JVC (insapori) e le Sennheiser. Le d-JAYS come costo sono il doppio esatto, siamo appena sotto i 100$. Le vendono in pochi, Audiocubes ovviamente è tra quelli [no, non mi pagano mannaggia :) manco in natura, uffi :)], però due minuti dopo aver piazzato l’ordine scopro che le cuffiettine son in vendita pure su E-Price e a prezzi quasi stracciati ;) Solo banche però, le black a prezzo pieno (e chi le vuole?! :D). Insomma, tra sconto, cambio e spedizioni, 10 € in meno rispetto ad Audicubes, ca. 80 €.

E quindi. La storia l’abbiamo raccontata. I rifornitori li abbiamo comunicati. Che ci resta? Oh sì, come suonano :)))
Il meglio insomma :))

Ok, passiamo al succo della questione.

Queste auricolari sono splendide.
Le ho tenute in collaudo per una decina di giorni. Dedicandoci qualche oretta in esclusiva. Ascoltando senza interferenze, completamente immersa, prendendo nota mentalmente di cosa ascoltavo e come suonava. Notare però che io lo faccio non per testare i miei strumenti, ma per sentirmi la mia musica ;) Insomma, non ho musica per sentire auricolari o quel che sia, il contrario ;) Sennò sarei audiofila ;)

Partiamo dal meglio. La resa che le d-JAYS hanno sugli acuti e sui medi. E’ meravigliosa… Ogni sottigliezza è resa in maniera cristallina, precisa, dettagliata, senza essere fredda o analitica. E se ho potuto apprezzarla io che in genere preferisco un suono caldo e avvolgente…
Forse vale la pena di citare dove queste cuffiette si sono rivelate. Beh, io ascolto musica molto varia :) Però ho le mie fisse :) Piazzolla è uno dei miei amori, e sicuramente non è musica che spinge molto sui bassi :) Però se ascolto rock, nelle sue pur variegate accezioni, prediligo una resa calda. Bene, è con Piazzolla che queste d-JAYS si sono rivelate. C’è un suo brano, molto sinfonico, tutto archi che costituisce un bel banco di prova. E lì questi cosini semplicemente BRILLANO. C’è l’incipit che è un attacco di violini e violoncelli, entra prima il violoncello e poi il violino, questione di nanosecondi (e di cuffie buone). Con le d-JAYS è un delirio di vibrazioni. E così non le avevo mai sentite prima, con le varie Sony (le Senn non le cito perchè con questa musica si comportano molto male). Meraviglioso, splendido, posso sprecarci altri aggettivi ma credo di spiegarmi. Questo tipo di musica, sinfonica, molto ariosa, che quasi respira, è la preda preferita di questi auricolari.

Altro test con brani di solo piano. Adiós Nonino di Piazzolla, ancora. Ma posso citare anche cose più conosciute ai più, tipo Giovanni Allevi, Come Sei Veramente (alias spot BMW by Spike Lee), e Michael Nyman, The Heart Asks Pleasure First (alias colonna sonora di Lezioni Di Piano). Mmh, in realtà l’ultimo non è solo piano… Ok, con ordine: sui primi due brani, solo solo solo piano, le d-JAYS vanno molto bene, ma non commuovono. Tutti i toni bassi del piano sono un po’ meno accuratamente riprodotti, se li filano di meno insomma, queste cuffiette amano gli alti. Se ci sono però non capite più niente, è un delirio, un orgasmo, non esagero :) Infatti sul brano di Nyman, dove il piano si intreccia a un sottofondo di archi da paura, si arriva a voler piangere :))) Rispetto a brani solo piano è ovviamente più spaziato. E questa spazialità le d-JAYS la riproducono molto bene, quasi vedi gli archi come un paesaggio e il piano come te stessa/o attonito davanti al paesaggio che ti mozza il fiato (cacchio, sto descriveno la sequenza del film…). Non dico altro, sono cose che vanno provate :) Ho passato un sacco di tempo su Nyman, come mai prima. Mi si è rivelato insomma…

Io potrei anche finirla qui, per me questo basta e avanza. Però oggettivamente non tutti ascoltiamo sempre e solo Nyman :) Allora passiamo a qualcosina di roccherroll ;) A fatica, io potrei andare avanti altre due ore a descrivere Nyman/d-JAYS. Ma vabbè…

Rock and roll, baby. C’è tanta roba varia. Ci sono quelle canzoni molto intense e bass-driven, e quelle più ariose, più aperte. Vediamo di induviduare due esempi. Allora… Per la prima categoria ho un mio banco di prova, una canzone del Roberto Angelini prima maniera, Respira, in cui il basso ha un ruolo decisivo in un momento, tipo due secondi, che sono la chiave di volta del brano. Devo dire che la resa di questo passaggio è ottima con le CX300, e che se la mattina mi sveglio che voglio uscire con quella canzone nelle orecchie in metropolitana, prendo direttamente le Senn (quando mi fisso, posso ascoltare una e una sola canzone per giorni). Le altre, semplicemente, in quel passaggio se la filano… Ammazzano la canzone e, se non sai che quel passaggio è così “aggressivo” quando reso bene, nemmeno puoi immaginare quello che ti perdi (tanto). Che dire di queste d-JAYS in questo passaggio. Sono presenti. Ma non pulsano come le Senn. A differenza di tutte le altre però ci sono, non si danno assenti. Resta il fatto che tolgono un bel po’ di materia sonora al brano. Brano difficile in questo senso :) Poi, oltre a questo basso importante nella canzone, c’è la voce di Angelini, che è molto calda e intensa. E anche qui le d-JAYS fanno un po’ acqua, non le rendono giustizia. Tipo che senti benissimo il respiro di Roberto che prende fiato, ma la timbrica è molto ridotta. Mannaggia mannaggia.
Dov’è che invece le d-JAYS risalgono? Con una voce squillante e acuta come quella di Michael Stipe. Lì ritorna a splendere. Provare l’attacco a nitriti di Sidewinders Sleeps. Emozionante. Peccato che mi tolga emozioni su Angelini, uffi uffi :) Insomma, tutti quei brani dove il basso è decisivo, vengono digeriti maluccio. Ma non sono tante le canzoni così, almeno nella mia libreria. Lì dove invece c’è ariosità non c’è storia, l’ho detto. Tipo Shiny Happy People, per fare altro esempio. Poi va detto, rendono così bene acuti e medi che portano ruffianamente a voler ascoltare musica che ne abbia a profusione. Dove insomma la chitarra canta tanto, ecco… le chitarre sono un’altra cosa con cui queste auricolari vanno molto daccordo. Sia arpeggi di elettrica (The Great Beyond è un’altra che commuove!) che intessiture di acustica. Su queste ultime vale la pena fermarsi un attimo. C’è una canzone che ne ha molta, ma ha anche molta materia sonora prodotta a basse frequenze ;) Karma Police dei tristoni. C’è anche un piano a puntellare qua e là. E tutto meraviglioso fino a quando la canzone non svolta, verso la fine. Già in tutto il brano il basso pulsa molto, ma verso la fine sale in un crescendo molto bello che merita una riproduzione all’altezza. Purtroppo le d-JAYS, uans aghein, falliscono. Un po’ come nel brano dell’Angelini. Sono insufficienti. Che peccato… Ma credo che avere tutto ben definito e rappresentato significhi sborsare i 500 bucks delle Shure…

Credo che con questo abbiamo coperto un po’ tutta la gamma di possibili ascolti. Concludendo quindi: ottima resa, veramente spettacolare, di medi e alti (a patto che i vostri mp3 abbiano la materia sonora adeguata da far pompare a questi auricolari), buona la resa dei bassi dove questi non sono ossatura portante del brano o del passaggio singolo all’interno del brano, e infine spietate nel mettere a nudo la scarsezza di un mp3 codificato male, senti benissimo le zone di amputazione delle frequenze :)
Una cosa che aggiungo a posteriori: la risposta delle d-JAYS all’equalizzazione. Favolosa. Essendo molto dettagliate su tutto lo spettro sonoro, ci si aspettarebbe che enfatizzando questo o quello via EQ la resa del suono non cambi granchè. E invece no. Se provate a giocare con l’EQ mentre ascoltate un brano, il tempo di quei due secondi che l’iPod “sposta” il suono e tutta la scena sonora cambia. E’ meraviglioso percepire come si spostano gli strumenti, avanti indietro più in alto più in basso… Si ha la percezione chiara del movimento. In termini di adeguatezza al brano, il discorso cambia ovviamente. Se enfatizzate i bassi sul brano di Allevi che citavo affogate tutto (quello che fanno le CX300, e non c’è via di correggerlo, lo fanno anche ad EQ disattivato). Sono tutte prove che facevo mano mano che mi rendevo conto che un’equalizzazione che va bene per un po’ tutto, con le d-JAYS, non c’è. Per avere il meglio da ogni brano adrebbe spostato, avrei individuato un 2 o 3 EQ di riferimento, ma per un ascolto non troppo impegnativo, quando non richedi le prestazioni più spinte eheh, diciamo che può andare bene un EQ fissato su “rock”. Assolutamente bocciato “bass booster” (che invece è d’obbligo sulle Sony) e quella melassa del “loudness”, molto amata da parecchia gente (non vi capisco :)).

Per un’ottantina di euri vi portate a casa (anzi, vi portano a casa) uno scatolotto molto stiloso, 4 paia di cosini in silicone, 4 paia di filtrini sostitutivi se per caso quelli che già ci stanno volano via (può capitare anche questo??), e un paio di auricolari con il filo in kevlar (splittato in due, attacchi in oro) molto resistente a qualsiasi uso direi.

Packaging:

I cosettini intraurali. Si possono indossare sia in modo classico col filo che scende davanti sia col filo che passa dietro l’orecchio (invertendo però destra e sinistra), personalmente trovo più stabile la seconda, ma così sono più scomodi da togliere e mettere. Messi nel modo solito sono più comodi da togliere ma tendono a cascare, almeno nelle mie orecchie.

Particolare con commento ergonomico. Infilati nelle orecchie queste auricolari scompaio del tutto, non protundono :) Si appiattiscono nel padiglione auricolare, per la forma tutta loro che hanno. Santa cosa quando devi infilarci un casco da sopra, non si muovo proprio, mentre di solito l’imbottitura del casco le sposta o le fa cadere.

La cura dei dettagli fa sempre piacere al consumatore compulsivo:

Buoni ascolti, qualunque cosa usiate ;)

May 17, 2007

Sony, start your photocopies

Filed under: Around the apple - posted @ 3:48 pm

D’oh…

Sony Vaio TZ. Splendida la space bar, deve essere comodissima :)

Akihabaranews.com

May 15, 2007

Wacom Bamboo

Filed under: Around the apple - posted @ 9:32 pm

Il Macbook dopo la punturina di gigahertz al botulino vi ha deluso?
Ci pensa Wacom (luv it) a salvarci il morale :)

E’ uscita una nuova tavoletta, è estremamente carina e si chiama Bamboo. Anche il nome è figo.
E soprattutto, arriva giusto in tempo, che tempismo, altro che Eppol :) La mia Graphire è in condizioni pietose, la penna è semi-disintegrata e la tavoletta tutta graffiata.

Bamboo:

Già ad occhio si capisce che hanno corretto il difetto principale della Graphire, il gommino di presa della penna. Si disintegra :) Qui l’hanno eliminato, bravi :)
Prezzo, intorno ai 140$. Siamo in zona Graphire anche qui, mi sa che è proprio l’erede. Very nice, very good.

Cacchio, buttate quei mouse :))

Via (pussa?).

La “desktop revolution” di Leopard

Filed under: Mac OS X - posted @ 8:27 pm

Segnalato su Digg, acchiappo questo articolo in Yahoo Biz che ci intrattiene favolisticamente raccontando di magici mondi leopardiani in cui le GUI saranno ergonomicamente diverse da quello a cui siamo abituati… Al punto da rivoluzionare il modo in cui si interagisce col desktop di OsX. Dice.
L’articolo, come si legge già nei commenti di DiGG, è abbastanza incosistente :) Nel senso che ha più del letterario che del documentaristico, che parla di cose supposte e non esattamente fondate… All’utente Eppol va benissimo ;)

Cosa ci racconta Yahoo Biz… Innanzitutto che il ritardo di Leopard ha tre motivi. Il primo (ma l’avevamo intuito tutti), è non togliere spazio mediatico all’iPhone (Leopard era in uscita a giugno, come si sa, poi ha avuto altri 3 mesi di reclusione per cattiva condotta). Il secondo è che stanno sviluppando qualcosa di molto grosso a livello interfaccia. Il terzo è che questo qualcosa è talmente grosso che gli sviluppatori, per lo schock emotivo, avranno bisogno di tre mesi per riprendersi (luglio-agosto-settembre, il trimestre tra il lancio dell’iPhone - e la presentazione ai developpers di una beta avanzata di Leo - e l’uscita in ottobre del felino famelico). Il binario su cui corre il treno della revolución UI di Cupertino è l’accoppiata Time Machine-Core Animation. L’autore dell’articolo fa una riflessione a latere per dare fondamento alle sue congetture. E ci dice che nel 1984 Apple rivoluzionò il mondo dei computer con le interfacce a finestre (veramente non erano proprio sue, ma lei le scippò e se ne appropriò e ne fece una cosa migliore), ed era il Macintosh. E una simile rivoluzione è quella che si attuerà di qui a poco con l’iPhone, che sconvolgerà il modo in cui si usano e fruiscono i dispositivi mobili (è una cosa in cui credo anch’io, una volta uscito l’iPhone i vari Nokioni e Blackberry si dovranno vergognare - e adattare - e sarà la stessa contrapposizione Mac/Win che si ha nel mondo dei computer, Apple contro tutti). Quindi, conclude il signor Carl Howe (lui è, lo conoscete? io no), è logico aspettarsi che Leopard avrà un impatto paragonabile all’introduzione del Macintosh e a quella (ancora da verificare, ma probabile) dell’iPhone. Ovvero, Leopard pietra miliare nella storia di Apple.
Bah, io me lo auguro…
Credo ci sarà un periodo di transizione, di aggiustamento, tra quello che usiamo oggi e come, e quello che useremo domani e come. Oggi ho provato la nuova beta di NetNewsWire (per chi si chiedeva se ci avessi fatto un giro: sì) e ho pensato che Brent Simmons deve essere in grossa crisi. L’interfaccia è un’accozzaglia di robe neo-OsX… un misto di iTunes 7 e vecchio Aqua, inguardabile, e poco usabile per i miei gusti. Pacchianissimo. Probabilmente lo sforzo (ricordate che stanno a corto di ingi per via dell’iPhonzie) che stanno facendo su Leopard è di armonizzare il tutto per fornire poi le linee guida agli sviluppatori. Che infatti per ora, come vedo, miagolano disperatamente nel buio :)
Ovviamente, cambi nella GUI si trascinano dietro funzionalità nuove (e lì entrerebbe in gioco la pedina Time Machine, ma presumibilmente non è l’unica)… Però di quello è difficile parlare, siamo veramene nel campo della Kabbalah, ancora.

Verde! Più verde!

Filed under: General - posted @ 12:48 pm

The Joy of Tech comic… laughter is the best tech support.

J’adore…