Greenpeace vs. Apple

Hanno creato un sub-sito dedicato alla “mela tossica”, eccolo qui.

Tutto in perfetto stile Apple-like…

Ora, per una che per metà è paranoica e per l’atra metà è ipocondriaca, tipo me :))), sapere che gli oggetti con cui a che fare per così tante ore al giorno sono pozzi di inquinanti e sostanze tossiche, significa angosciarsi e mettersi davanti al monitor con un’espressione in faccia tipo Urlo di Munch.

Però poi riflettendoci…
Sì, sarà tutto vero. E’ tutto vero. Nei computer si annidano sostanze tossiche. Quella ad esempio che nei portatili impedisce la combustione delle parti in caso il piccolo abbia la febbre. Ce ne sono… Come ce ne sono un po’ ovunque, nel posto dove lavoro abbiamo macchinari carichi, CARICHI, di materie di riconosciuta tossicità, di quella cattiva. Che faccio? Vengo al lavoro vestita da operaia di Chernobyl? Con tuta e mascherina?

Stando a Greenpeace sì

Mah.

La gente è morta a Porto Marghera, non stando comodamente alla scrivania davanti a un computer. E i computer Apple non sono tutti i computer. Ma ovviamente fa molto più comodo, porta molto più clamore, prendere di mira l’azienda di grido che ultimamente rappresenta uno dei marchi (i perversi logos della Naomi Nonricordo ilcognome) più cool e riconosciuti. Chiaro perchè non hanno fatto il portalino per Dell o Acer o HP…

Per intanto, Greenpeace continua ad impestare le acque con la sua carretta inquinante.

Ha perso coerenza da una vita.
Va bene essere critici, stare all’erta, essere svegli e consapevoli e informarsi e sapere le cose come stanno e tutto quanto.

Ma montare allarmismi, ah quanto lo trovo irritante…

admin on 27 Sep 2006 h. 10:08 - generale ☁ - buzz:

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12 commenti »

  1. questo mi fa venire in mente un passo del libro di naomi (klein :), che parlava della campagna di greenpeace di diversi anni fa contro l’affondamento di una piattaforma petrolifera della shell. praticamente la campagna di greenpeace è andata a buon fine, però uno studio ha dimostrato che la soluzione da loro proposta (e dalla shell adottata) si è rivelata alla fine dei conti più inquinante dell’affondamento stesso. insomma sì, perdono punti.
    mi rendo conto di essere molto spreciso e forse un filino fuori tema, quindi smetto qui :)

    Comment by gabriele — September 27, 2006 @ 11:32

  2. Grande Naomi Klein. Tuttavia il problema dell’inquinamento è un problema terribilmente serio. Alla Apple si richiede di più perchè rappresenta (erebbe?) quel pensiero differente che include anche un maggior rispetto dell’ambiente. Tuttavia la quota di mercato della Apple è infinitesima (beh, non troppo dai :)) rispetto ai portatili Winzozz. Da Greenpeace mi aspetto siti simili anche per Toshiba, LeNovo, Asus (ahem) e compagnia finestrante.

    Comment by Carolus — September 27, 2006 @ 12:47

  3. Ma certo che è un problema serio, e allora non spostiamo l’attenzione su questioni di rilevanza direi sicuramente minore come la presenza di sostanze tossiche nei notebook Apple. Ci sono, c’erano, ci saranno. Come ci sono i pesticidi sulla frutta. Ma che Greenpeace se ne esca venendomi a dire “uuuuh, usi un portatile Eppol, ma sei pazzaaa?” mi rompe un pochetto, se usavo un portatile Sony non mi diceva niente :) Non è una difesa di Apple, è un rimbrotto a Greenpeace :) Che si occupi di questioni più rilevanti e meno dell’hype, che c’è bisogno di questo.

    Naomi Klein combatte contro il fatasma dei logo… NO LOGO!!! Peccato che il suo libro ne avesse uno riuscitissimo in copertina :)))

    Gabrillo, ciao :))

    Comment by Admin (='-'=) — September 27, 2006 @ 14:16

  4. ciao =)
    comunque per me il titolo di quel libro è abbastanza infelice, anche se per fortuna il contenuto se ne discosta abbastanza :)

    Comment by gabriele — September 27, 2006 @ 15:39

  5. Dimostri ogni volta con queste uscite di essere la mia blogger preferita :) non ce n’è..

    Comment by D a n i e l — September 27, 2006 @ 18:26

  6. Ah! Lettori adulanti, la mia passione!! :D :D :D

    Imabarazzatamente grazie, Daniel! :)

    Comment by Admin (='-'=) — September 27, 2006 @ 18:46

  7. Io il sito me lo sono guardato per benino filmato incluso, e devo dire che sono disorientato.
    In tutto il sito, si trova solo menzione del Cloruro di Polivinile, il caro buon vecchio PVC, quello con cui facevano, tra le altre cose dei dischi sottili e neri, con una superficie sulla quale era riportato un sottilissimo graffio che si sviluppava a spirale, e che montati su un’apparecchiatura apposita servivano a riprodurre la musica.
    Ah, dei non meglio precisati ritardanti di fiamma.
    Poi, nel filmato i due tipi parlano di di vari metalli pesanti e poco altro.
    Il cloruro di vinile monomero, vale a dire quel gas dall’odore dolciastro che costituisce lo stato piuttosto instabile nel quale si trova il PVC prima che qualche catalizzatore o anche solo la luce del sole convinca tutte quelle molecole sole solette a prendersi per mano per formare catene di solidarietà dette anche macromolecole, è stato collegato con sicurezza all’insorgenza di alcune forme di tumore al fegato.
    Una cinquantina di operai di Porto Marghera si sono prestati ai test.
    Ma glielo hanno detto solo dopo.
    Prima che ciò avvenisse è stato utilizzato allegramente per una marea di cose, anche come gas propellente per bombolette spray, pare che il PVC polimerizzato, degenerando, generi diossina.
    E’ anche usatissimo per produrre bambole e pupazzi tipo G-man per bambini grandi e piccini, in questo caso si dice sia molto pericolosa l’aggiunta che si fa al PVC originale, che di per se è vetroso e fragile, pronto a rompersi al minimo colpo come i dischi neri di cui sopra, di plastificanti della famiglia degli ftalati.
    Che poi sono gli stessi che si aggiungono al PET (Polietilentereftalato appunto, provate a dirlo tutto d’un fiato) che è quello che si usa anche per fare le bottiglie dell’acqua minerale, del latte, e chi più ne ha più ne metta.
    Cosa ci faccia il PVC in un computer al giorno d’oggi mi è abbastanza oscuro.
    L’unico uso che mi viene in mente è quello che mi suggerisce il mio amico elettricista: isolante dei fili elettrici.
    Le caratteristiche che ha come dielettrico sembrano fatte apposta per questo.
    Con cosa sostituirlo?
    Boh, pare che adesso vadano molto le guaine in poliuretano, come dire dalla padella, (antiaderente in teflon, che dopo che te le hanno fatte comprare anche per bollirci l’acqua, così non attacca, adesso si accorgono che forse sono un pochetto cancerogene, che poi mi devi spiegare cosa non è cancerogeno al giorno d’oggi, pure il grano creso con cui fanno la pasta l’hanno ottenuto bombardando dei chicchi con le radiazioni per indurre mutazioni, ingegneria genetica ante litteram, anni ‘60, tipo ‘ndò cojo cojo) alla brace, come minimo radioattiva.
    Il poliuretano si ottiene facendo reagire un poliolo (il vino è un poliolo, la birra non so ma è buona lo stesso, di sicuro l’olio d’oliva e anche l’olio di ricino, anzi, gli olii in generale e non solo) con un isocianato.
    Un isocianato è una sostanzina che se gli stai alla larga male non fa.
    Il nome stesso qualcosa la dice, cianuro? Beh, i gruppi reattivi sono quelli da uno in su, fino a 7, 8, poi in mezzo gli mettono una molecola, un idrocarburo, per farli stare insieme.
    I primi procedimenti per ottenerlo industrialmente, mi pare ma non sono sicuro li avesse messi a punto un Bayer, e prevedevano la fosgenazione di alcune anilline. Ora, il fosgene, che è un gas, c’era l’abitudine di farlo respirare ai soldati durante la prima guerra mondiale e loro non eran contenti, e neanche le anilline son stinchi di santo.
    A seconda dei composti di partenza si possono ottenere diversi tipi di isocianato, che poi vengono usati per numerosi processi industriali.
    Il fatto è che l’isocianato, lui, va un pò con chi gli capita, diciamo che è di liberi costumi, talmente di liberi costumi che se non trova nient’altro e la situazione è propizia, va anche con sè stesso.
    Quando incontra i gruppi idrossile di un poliolo, l’isocianato crea legami con la formula di un uretano, da cui il nome della famiglia di polimeri.
    Acqua? Volentieri, anche se preferirei un pò di vino…
    Uno dei disastri industriali più grandi della storia, del quale probabilmente non conosceremo mai le vere dimensioni è quello di Bhopal, dove in una cisterna piena di Isocianato di Metile, usato come base per produrre un pesticida, è stata convogliata per errore dell’acqua.
    Le misure di sicurezza erano state smantellate, e i prodotti della reazione, violentissima, in forma di gas trasportato dal vento si sono sparsi sulla citta poco distante.
    La Union Carbide, responsabile del disastro è stata pochi anni dopo acquistata dalla Dow Corning, il motto della Dow Corning, lo si può leggere anche sul loro sito ò qualcosa tipo, “migliorando la vita giorno per giorno”, parlando di No Logo….
    Nel ventesimo anniversario della strage, un funzionario della Dow, tal Jude Finisterra, intervistato dalla BBC affermò che la ditta si preparava a risarcire tutte le vittime.
    In 23 minuti le azioni Dow persero il 4,2%.

    Comment by alfred — September 27, 2006 @ 23:48

  8. Dow negò con fermezza che una decisione simile potesse essere stata presa, è saltò fuori che il sedicente funzionario era un’attivista (non di Greenpeace), che la BBC aveva contattato per errore dopo essere finita sul sito dowethics.com, che non aveva niente a che fare con Dow, grafica a parte.
    BBc è famosa per numeri del genere…
    Dow è uno dei maggiori produttori mondiali di prodotti di base per la produzione di manufatti in poliuretano.
    Gli isocianati che si usano per la produzione dei poliuretani, sono diversi dall’Isocianato di Metile, si tratta in genere principalmente di Toluendiisocianato (TDI) e Isocianato di Difenilmetano (MDI) la famiglia, in ogni caso è quella, buon sangue non mente.
    Il bello dei Poliuretani è che a seconda del poliolo o della miscela di polioli che si fa reagire con l’isocianato, si posso ottenere prodotti rigidi o prodotti flessibili, schiume o materiali compatti, opachi o trasparenti come il vetro.
    Il lycra è prodotto in questo modo.
    Le membrane traspiranti delle giacche da montagna sono spalmature in poliuretano.
    Le suole della maggior parte delle scarpe son fatte in elastomero (gomma) poliuretanico.
    I paraurti delle macchine sono in poliuretano, si possono infatti ottenere prodotti con caratteristiche bilanciate tra il rigido ed il flessibile che aiutano a sopportare meglio gli urti.
    Le schiume isolanti dei frigoriferi sono prodotte in poliuretano e, fino a poco fa, per far schiumare e gonfiare la miscela di isocianato e poliolo, aggiungevano dei clorofluorocarburi, che permettevano di ottenere una schiuma molto compatta, con le cellule ben chiuse ed un’elevatissimo potere coibente, vale a dire che isolava bene il calore.
    Poi si è visto che queste sostanzine hanno reso lo strato di ozono simile ad un groviera.
    Il Senno Di Poi è una costante dell’industria chimica mondiale

    Comment by alfred — September 27, 2006 @ 23:58

  9. Che poi, per far schiumare un poliuretano basta mischiare un pò di acqua al poliolo prima di farlo reagire con l’isocianato, l’acqua presente reagirà con l’isocianato producendo urea, ed un sottoprodotto sarà anidride carbonica proprio come nel groviera o nell’emmental.
    Le spugne che si usano per lavare i piatti, tipo Wileda sono fatte in poliuretano, le lastre isolanti per l’ediliza, i materassi a basso costo, dove spesso si parla (sic!) di schiuma di poliuretano ad alta densità, come se la qualità del prodotto andasse di pari passo.
    Le imbottiture di tutti i divani sono in schiuma elastica poliuretanica.
    Le ruote dei Rollerblades sono… in poliuretano
    naturalmente, la reazione tra l’isocianato ed il poliolo non è mai completa al 100%, vuoi per inevitabili errori di dosatura delle quantità da miscelare, vuoi per il fatto che la reazione non viene ben completata a temperatura ambiente.
    Ma d’altra parte si dice che l’isocianato è talmente reattivo che non resta libero a lungo…
    Quindi possiamo stare tranquilli?
    Ora, sono finito mooolto off topic, ma tutto questo per dire che mi pare assurdo che Greenpeace si prenda il mal di pancia di attaccare Apple perchè non ha fissato un termine per l’eliminazione del PVC dai suoi prodotti.
    E’ vero che l’iPod è il player portatile più venduto al mondo, ma per i computers Apple non arriva al 2,5% del totale.
    In ogni caso non è il materiale usato che è più o meno verde, ma l’atteggiamento di noi consumatori, se c’è così tanto da riciclare (il riciclo è un’utopia bella e buona, se ne potrebbe parlare per anni) è perchè consumiamo molto, troppo.
    In un’intervista, a Ghandi, dopo il raggiungimento dell’indipendenza dell’India, è stato chiesto in quanto tempo pensava il paese avrebbe potuto raggiungere un livello di benessere pari a quello dell’inghilterra; Ghandi rispose: gli Inglesi sono 20 miliioni, e per loro non basta un mondo, noi siamo 100.000 milioni…
    Diceva Grillo a proposito di un’orologio prodotto con materiali”ecologici”: l’orologio più ecologico è quello che ha già al polso!
    Mi piacerebbe sentire più queste cose: consumate meno e meglio, e: cerchiamo di formarvi come consumatori affinchè siate sempre più responsabili e oculati nelle vostre scelte, che non: agite affinchè pinco pallino ricicli meglio o: vi terrorizziamo con parole come “cromo esavalente”, che con un nome così deve come minimo far diventare statua di sale chi lo guarda, per farvi fare sfoggio della vostra ignoranza.
    Quanto al libro di Naomi Camp.. Klein, mi fa venire in mente quel cretese che diceva: tutti i cretesi sono bugiardi….
    Che poi Lillo e Greg ci hanno costruito da poco uno sketch a 610: l’uomo che non ha mai detto la verità, grandissimi!
    Notte

    Comment by alfred — September 27, 2006 @ 23:59

  10. Aaaaalfrè!!! Tu vuoi farmi sentire male!!!
    E sei incappato nell’antispam, se per caso ti sei chiesto che fine facessero i tuoi commenti ;)

    Comunque, il mio punto di vista in breve su quanto hai scritto:
    non facevo una lezione di chimica così approfondita dalla 2a liceo, e uno. Due, bene sappiamo che queste sostanze ci sono (c’erano, ci saranno), io mi chiedo cosa cambi per te, per me, per il genere umano, aver raggiunto la cosapevolezza, attraverso la conoscenza (studio, informazione…), che stiamo a contatto con materiali poco simpatici per la nostra salute. Fare pressione sui produttori, ok. Magari tra 10 anni, quando saremo tutti già belli e fottuti, ricorreranno ai ripari. Per adesso, che tu, io mi spulci il sito di greenpeace o vada su Wikipedia a informarmi di cosa fanno il PVC, il DDT etc etc contentui nei Mac, sortisce l’unico risultato di mettermi angoscia. Purtroppo NON-MI-DIFENDE da un bel nulla.

    E allora…
    Per lo meno l’angoscia posso evitarmela.

    Punto di vista mio, non per forza condivisibile immagino…

    Comment by Admin (='-'=) — September 28, 2006 @ 14:08

  11. Ahhh, ecco perchè non riuscivo più ad aggiungere post….
    Avevo ancora cinque (5) paginette dattiloscritte che mi sarebbe piaciuto aggiungere… ;-))

    Scherzi a parte, sono daccordo con quello che dici al 100%.
    Il messaggio che volevo passare con il mio post con peso da Apple update è che è inutile e fuori luogo fare crociate integraliste contro questo o quel prodotto chimico, questo ho quel marchio.

    Trent’anni fa, negli USA, sotto il governo Nixon, venne lanciata una campagna per scoprire e debellare il virus causa dei tumori, in massimo 15 anni di tempo, si diceva, nessuno si sarebbe più ammalato.
    Ora una notizia così può solo farci ridere a crepapelle, ma aiuta a guardare le cose in prospettiva: tra 30 anni rideremo a crepapelle delle certezze di oggi, e così via…..

    In questo mondo ci dobbiamo vivere, che ci piaccia o no, e le cose sono talmente complesse a volerle vedere meglio che semplicemente non ha senso raccapricciarsi per un cavetto rivestito in pivviccì dentro un mecbuc.
    Un’altra cosa, l’ultima prometto.
    E’ triste vedere le immagini dei filmati girati in Cina ed in India, le persone per strada che raccolgono pezzi di plastica, però, fatemi il piacere, fatevi un giretto qui in Europa, in italia, andate in una fonderia, oppure in una conceria, venite nella fabbrica dove lavoro, annusate un poco guardate gli operai, chiedetegli quanto prendono al mese, pensate alla loro, di vita, spesso si allunga talmente la vista che non ci si rende conto della miseria che ci circonda.
    Sarò egoista, ma cominciamo a pensare a quella prima di tutto.

    Anche se sicuramente è molto meno patinata di una Apple, forse è per quello che in pochi se la filano?
    Tenchiù Admì (il micino va benissimo), ora ammiro anche la grazia della tua risposta alla mia valanga di bytes,
    Compliments

    Comment by alfred — September 28, 2006 @ 18:36

  12. secondo il mio modestissimo parere quella di colpire apple è stata + una mossa mediatica che altro… a cosa sarebbe stato utile colpire Dell o Lenovo?? Nulla non se lo sarebbe filato nessuno ed invece noi e tanti altri siamo qui a parlarne… e parlarne serve a smuovere l’opinione pubblica…
    c’è chi a forza di parlare e smuovere l’opinione pubblica ci ha fatto le guerre… senza trovare le famose armi di distruzione di massa… tutto qui.. anche greenpeace lavora sul marketing e con questa cosa ha fatto parlare di se.

    baci
    andrea

    Comment by andrea (quello buono) — September 28, 2006 @ 20:31

Buuuzzz..

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