Apple senza Steve Jobs

Lungo articolo su MacDailyNews, l’ultimo della lunga serie di quelli che, dopo il WWDC di agosto, stanno speculando sulla salute di Steve Jobs.

Per lo più sciacalli delle notizie, non mancano mai… Fatto sta che al comunicato diramato da Apple (il che la dice lunga sull’insistenza delle voci pre-requiem) nessuno ha voluto crederci. Tutti a chiedersi che cos’abbia Jobs. Probabilmente niente. In ogni caso fatti suoi. L’unica cosa che mi viene da notare è che è sempre così quando un marchio finisce ad identificarsi di fatto totalmente con una persona. Le sorti dell’una e dell’altra diventano inscindibili. Sta mogio Jobs, sta mogia Apple. Non pimpa Jobs, non pimpa il keynote. Mah. Ed è vero che l’ultimo keynote non è stato particolarmente eccitante, ma la cosa ridicola è che da parte di tutti, anche gli analisti più seri, si imputa la cosa allo stato di salute di Steve. Che vanno a notare, come nell’articolo, dettagli che poi ingigantiscono ed elevano al rango di prove inconfutabili che c’hanno ragione. Tipo che Steve non ha dominato la scena da solo ma ha passato la parola ad altre teste di Apple. Che sicuramente non hanno il carisma magnetico del lider maximo. Però sinceramente il lider maximo non ce lo vedo tantissimo a spiegare dettagli tecnici così sofisticati a una platea fatta di gente che di quei dettagli tecnici fa il suo pane quotidiano. Steve è animale venditore. Ed Apple non aveva moltissimo da vendere all’ultimo keynote. Il MacPro non è macchina trainante nelle vendite, chi è interessato all’acquisto viene frenato da Adobe, e la somma consideravole pensa a spenderla quando troverà i sw che utilizza pienamente sfruttabili su cotanta potenza. Adobe ha detto 2007.
Resta il dubbio su cosa abbia accelerato così tanto una transizione che era stata programmata su scadenze più lunghe: far dimenticare presto il PPC, acchiappare più switchers, accorciare i tempi in modo tale che fosse la rassicurante figura di Steve ad apparire a capo di questa transizione. Che poi magari avrà voglia di godersi un po’ più la vita e lavorare meno o cose così.
La verità è che per alcuni la vita è il lavoro stesso, se poi il tuo lavoro è stare a capo di Apple, più divertente di così…

Apple senza Jobs, in sostanza, non me la so proprio immaginare. Una azienda così, piena di eccellenti execs, ma senza il guru… mah…
Ha ragione chi dice che il Mac user è un fanatico.
Mentiamo noi quando, per smontare tali accuse, diciamo che a noi frega solo dell’affidabilità delle macchine che usiamo e non dell’hype che ci costruiscono attorno.

Non potrei mai scrivere da nessuna parte: Phil Schiller porca miseria!

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5 commenti »

  1. Eh già, l’alternativa più valida sarebbe un Bill ma che cavolo combini??, ma pure il Gates se ne va in pensione.
    Credo che se Steve deciderà di tirare un po’ il fiato, sarà anche abbastanza astuto da portare sotto i riflettori qualche compagno fidato, magari giovani cresciuti in Apple.
    Credo.
    O sottovaluto il suo ego?

    Comment by stephen — September 2, 2006 @ 13:57

  2. bellissimo :D io adoro il tuo STEVE PORCA MISERIA!! ho iniziato a leggerti proprio per questo ;)

    Comment by D a n i e l — September 2, 2006 @ 14:22

  3. adesso mica mi starai diventando tenera con lo steve …. mi raccomando non ti rammollire :-P

    Comment by Andrea (quello buono) :-D — September 2, 2006 @ 20:24

  4. un saluto da AppleG, la mela con il bruco intorno….:)
    gx

    Comment by appleg — September 3, 2006 @ 1:59

  5. Panta rei. Quindi anche Stefano Lavori prima o poi dovrà passare la mano. Certo spero che non capiti in mano a gente come Amelio. Torneremmo ad avero qualche decina di configurazioni differenti fra loro solo per aspetti marginali.
    Ho detto.

    Comment by Carolus — September 3, 2006 @ 13:34

Buuuzzz..

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