Ultimamente va di moda l’invito.
Al principio fu Gmail. Se avevi una Gmail era webbicamente fichissimo.
Oggi se vuoi che il servizio da te offerto venga percepito come cool devi piazzarci l’invito: moved.in, Yahoo!360…
L’appeal ovviamente aumenta, crei il bisogno compulsivo e la cosa funziona.
Io non contesto, anzi il metodo ha una sua ragione. Però a volte è un po’ una mafia :)
Ad esempio con Wordpress.com, se volevi un invito dovevi strisciare ai piedi del figo che poteva invitarti :)
Non so se è così che si contribuisce al meglio alla diffusione dell’ottimo Wordpress.
Poi, è bastato scaricare Flock.
Quindi, chi vuole un account Wordpress.com, si procuri Flock.
Il bello del servizio è che offre Wordpress (µ, nella fiammante versione 1.6 Ajax-powered, tutt’altro editor) a chi non sa o non vuole gestirselo da solo su un server privé. Il brutto è che ha codice blindato. Certo, si presume che il target di riferimento se ne sbatti di modificarsi il codice. Ma secondo me si presume male :) Quel tipo di utente va su Splinder o al massimo Blogger.
Ma credo che la cosa sia destinata a modificarsi.
Sottoscrizione libera, niente inviti, e codice “aperto”.
Un mezzo esempio qui.
Non credo che il sistema ad inviti eviti la proliferazione di monnezza. Credo piuttosto alla selezione naturale e al diritto d’asilo anche per la monnezza. In spazi separati, come già accade :)
admin on 13 Nov 2005
h. 20:41
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generale ☁
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buzz:
